La questione Travaglio, storia di una censura.

Nel nostro paese un opinione è consentita solo se condividibile dalla massa. Non è travaglioun mio delirio ma un dato di fatto, e a dimostrazione di tutto ciò ci sono fatti in sequenza da decenni che rimbalzano fino ai giorni nostri nelle loro mirabolanti e ripetitive metodologie di censura e boicottaggio.
Fra gli ultimi episodi, oltre alla sceneggiata messa in atto dalla dirigenza RAI contro Santoro per aver messo in onda un passaggio del comizio di Beppe Grillo al V-Day2, vi è la presa di posizione di Cappon (direttore generale RAI)  contro l’intervento di Marco Travaglio (nella foto) alla trasmissione di Fazio “Che tempo fa?”.

Cappon, parole sue, critica il comportamento del giornalista indipendente dichiarando: «Il comportamento di Travaglio è inaccettabile in qualsiasi programma del servizio pubblico… egli mette in campo critiche, insulti e affermazioni diffamanti senza alcuna possibilità di contraddittorio». La “colpa” di Travaglio è quella di aver messo in evidenza i rapporti del presidente del Senato Roberto Shifani aveva con i condannati per MAFIA Nino Mandala’ e Benny D’Agostino ai tempi d’oro di “cosa nostra”.  Premesso che Travaglio ha solamente dato risalto a dei fatti reali e non a delle affermazioni diffamanti, è curioso vedere come i meccanismi di protezione scattino tempestivi quando si riscontrano dei pericoli per la nostra classe politica.

La gente paga il canone per avere intrattenimento, cultura ,informazione (e Travaglio l’ha data) a seconda dei propri gusti, e forse la dirigenza della televisione di stato, del nostro stato, dovrebbe tener conto di questo e reagire in maniera più democratica, magari dando la possibilità a Schifani di cntrobbattere in uno spazio dedicato e magari in un confronto diretto, non cercando di far passare una denuncia giornalistica fuori dal coro come un aggressione personale.

 

Link correlati:
http://www.lascomparsadeifatti.com
http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Travaglio

4 Risposte

  1. C’è un codicillo polemico, promosso ieri da D’Avanzo e proseguito oggi sulle pagine di Repubblica. Insomma, Travaglio sbaglia a pensare che almeno un dubbio su Schifani ci possa venire, visto che è stato consulente per un’amministrazione sciolta per mafia, anche se lo scioglimento è avvenuto immancabilmente dopo. E dunque, Schifani sarebbe paragonabile a me, che quand’ero giovane sono stato nell’auto di una persona in odore di camorra (Giarrone, si veda il mio blog). Solo che io con Giarrone non ho mai fatto affari.

  2. Il caso Travaglio dal mio punto di vista non è grave per la questione in se, ma come ho spiegato nell’articolo, nelle metodologie di censura. Se io, gironalista di professione, vado in televisione e dico delle cose insensate o diffamanti, non devo essere censurato, ma le mie diffamazioni devono essere evidenziate e messe sotto gli occhi di tutti cosicchè un lettore o un telespettatore possa decidere in futuro come reagire alle mie dichiarazioni e quanto dargli credito, quando Berlusconi fece illazioni sulla validità della laurea di Di Pietro nessuno si prese la briga di indignarsi.

  3. Concordo. A parte la denuncia di Schifani, che sarà a mio avviso un bel flop, quello che mi preoccupa di più sono i ‘guardiani della rivoluzione’ come D’Avanzo, che si erge a censore dei colleghi non ‘fedeli alla linea’ come lui. Io preferisco gli improperi e la protervia dei vari Belpietro, Feltri, Ferrara, Sgarbi…

  4. Caro Agarthi, solo ora leggo il tuo post. Ovviamente, concordo su tutto. Di questi tempi ci si indigna sempre di meno. I mezzi di comunicazione che si scusano per aver dato un’informazione, sono l’emblema dell’ingranaggio di cui fanno parte. Comunicare senza informare, ecco lo slogan! E poi l’indignazione non è più quella di una volta… Ora ci si indigna perchè un giornalista lasci un’ombra sul presidente del senato, citando un passo di un suo libro (peraltro invitato in trasmissione per pubblicizzarlo!), ma si dimenticano ben altre sconcezze. Ricordo ancora la baruffa mediatica sui “cannoli” di Cuffaro, sulle sue dimissioni (tardive) dopo la condanna per mafia. Adesso quest’uomo siede ancora in parlamento e non sento voci quotidiane di indignazione dalle Tv….la memoria è corta, anzi cortissima.
    Oppure la si vuole cancellare?

    Quando ho rivisto questo filmato:
    http://it.youtube.com/watch?v=F5MZmJLMQ9Y
    mi sono venuti i brividi!

    Tanti saluti

    Occhio blu (gensil)

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