Il Travaglio di fare il giornalista « BuenaGirl’s Blog

Il colpo di stato Borghese e le cospirazioni piduiste, come si crea uno Stato schiavo di se stesso.

borgheseNella notte fra il 7 e l’8 Dicembre 1970 l’Italia si trovo per alcune ore ad un passo da un colpo di stato. I vertici dell’esercito, la mafia, la P2 e alte cariche dello stato erano pronte a far scattare un blitz operativo che avrebbe portato il nostro paese sotto la dittatura di un regime Fascista guidato dall’ex comandante della Decima Mas Valerio Junio Borghese, ma qualcosa all’ultimo momento bloccò tutto. Questi sono i fatti, riconosciuti, emersi dalle inchieste decennali sull’accaduto e che sono di pubblico dominio.

Solitamente dopo la scoperta di un fatto così grave il popolo esige la testa dei cospiratori, di chi ha attentato alla cara democrazia e tentato di gettare ai propri piedi un intera nazione. In Italia questo non è successo. I colpevoli, i manovratori, i complici e i sostenitori hanno avuto “condanne” che vanno dal ritiro apparente dagli scenari politici, alla nomina a Senatore a vita.

andreottiGelliL’impunità dei malfattori è cosa frequente nel nostro paese, sopratutto in ambito  finanziario e politico, basti pensare a Giulio Andreotti, senatore che con i suoi voti ancora decide le sorti del nostro paese, invischaito nelle più torbide dinamiche dal dopoguerra ad oggi, condannato ma prescritto per associazione a delinquere di stampo mafioso. Proprio alla luce di questa tendenza all’impunità è utile considerare il perchè del mancato Golpe e le conseguenze che hanno influito sugli ultimi 30 anni della nostra storia.

Il colpo di Stato Borghese non poteva fallire, una colonna della Guardia Forestale era pronta ad entrare a Roma, un gruppo di insorti, capitanati dal noto fascista Stefano Delle Chiaie, entrarono al Viminale prelevando con inspiegabile facilità duecento mitragliette dall’armeria, la Mafia aveva da tempo dato il proprio benestare all’operazione tanto da aver messo a disposizione della “causa” numerosi soldati mentre il susseguirsi di improbabili incidenti tecnici, come l’isolamento dei centralini di alcuni dei ministeri chiave, di mobilitazioni dei militanti dell’estrema destra in tutta Italia, avevano preparato il terreno all’azione. Oltre a tutto questo è utile indicare come già dalla fine del ‘69 le notizie sulle operazioni di preparazione del Golpe erano giunte sia ad un non meglio precisato comando dei Carabinieri e in subito dopo ad un volenteroso giornalista, Camillo Arcuri, che con una sua indagine tentò di pubblicare i documenti, ricevuti dall’allora presidente della commissione parlamentare antimafia Francesco Cattanei, suo confidente,  venendo immediatamente e a più riprese CENSURATO; tutto questo per far capire la insuperabile cortina fumogena innalzata a protezione delle manovre di Borghese.

Perchè allora tutto si bloccò proprio all’ultimo momento? Chi ha avuto il potere di fare tutto ciò? Quali vantaggi ne trasse?
Le operazioni preparative al Golpe erano state pianificate con la certezza di un’alleanza, probabilmente la più importante: quella con la P2, e la loggia massonica che faceva capo a Licio Gelli (alla quale lista, che invito a consultare, erano iscritti moltissime delle attuali figure politiche più importanti del nostro paese!), aveva onorato la parola presa mettendo a disposizione le più importanti risorse di depistaggio, protezione e intimidazione condotte dai servizi segreti deviati. E’ lecito e, alla luce dei fatti, logico pensare che fu propio il benestare del Venerabile Gelli a mancare all’ultimo momento, l’unico appoggio indispensabile sia prima che dopo aver preso il potere. Ma mentre una deduzione logica non fa una prova, due almeno fanno venire qualche dubbio: i vantaggi che la P2 poteva trarre da un dietrofront dell’ultimo minuto non sono affatto trascurabili: molti dei personaggi implicati nella faccenda e ormai compromessi non pagarono alcun tributo alla legge e li dove la giustizia fece il suo corso le pene furono a dir poco vergognose, la massoneria offri un salvacondotto a molti, garantendosi un legame importante, a metà strada fra il ricatto e la gratitudine, con una generazione politica e militare pronta ad un imminente abdicazione.

La storia a noi più vicina ci parla del nostro paese come una nazione dei paradossi, dove pregiudicati e condannati in via definitiva trovano posto in parlamento, abbiamo una classe politica anagraficamente e ideologicamente vecchia che affonda le sue radici nei torbidi affari degli anni di piombo, nelle connivenze con la mafia e nei giochi di potere ai tempi della guerra fredda, tutto quello che oggi è disprezzabile in questo paese ha origine da fatti che solo noi ancora non riusciamo a condannare.

 

 

Fonti: “Colpo di Stato” di Camillo Arcuri , Bur

 

La questione Travaglio, storia di una censura.

Nel nostro paese un opinione è consentita solo se condividibile dalla massa. Non è travaglioun mio delirio ma un dato di fatto, e a dimostrazione di tutto ciò ci sono fatti in sequenza da decenni che rimbalzano fino ai giorni nostri nelle loro mirabolanti e ripetitive metodologie di censura e boicottaggio.
Fra gli ultimi episodi, oltre alla sceneggiata messa in atto dalla dirigenza RAI contro Santoro per aver messo in onda un passaggio del comizio di Beppe Grillo al V-Day2, vi è la presa di posizione di Cappon (direttore generale RAI)  contro l’intervento di Marco Travaglio (nella foto) alla trasmissione di Fazio “Che tempo fa?”.

Cappon, parole sue, critica il comportamento del giornalista indipendente dichiarando: «Il comportamento di Travaglio è inaccettabile in qualsiasi programma del servizio pubblico… egli mette in campo critiche, insulti e affermazioni diffamanti senza alcuna possibilità di contraddittorio». La “colpa” di Travaglio è quella di aver messo in evidenza i rapporti del presidente del Senato Roberto Shifani aveva con i condannati per MAFIA Nino Mandala’ e Benny D’Agostino ai tempi d’oro di “cosa nostra”.  Premesso che Travaglio ha solamente dato risalto a dei fatti reali e non a delle affermazioni diffamanti, è curioso vedere come i meccanismi di protezione scattino tempestivi quando si riscontrano dei pericoli per la nostra classe politica.

La gente paga il canone per avere intrattenimento, cultura ,informazione (e Travaglio l’ha data) a seconda dei propri gusti, e forse la dirigenza della televisione di stato, del nostro stato, dovrebbe tener conto di questo e reagire in maniera più democratica, magari dando la possibilità a Schifani di cntrobbattere in uno spazio dedicato e magari in un confronto diretto, non cercando di far passare una denuncia giornalistica fuori dal coro come un aggressione personale.

 

Link correlati:
http://www.lascomparsadeifatti.com
http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Travaglio

Quando si beve alle fonti sbagliate… « Gensil’s Weblog#comment-3

Il perchè di un nome.

Agarthi è un termine che deriva dal sanscrito, “L’inaccessibile“; nella tradizione esoterica sta ad identificare un luogo segreto, nascosto alla vista degli uomini comuni dove risiedono esseri semidivini non corrotti dal male che infesta la terra, il suo ingresso sembra essere celato fra le montagne tibetane, alcuni sostengono nel deserto del Gobi, il Polo Sud e il polo Nord, la Piramide di Giza in Egitto e addirittura il monte Epomeo nell’Isola di Ischia; la sua esistenza sembra essere così seriamente considerata  ed importante da far si che durante la seconda guerra mondiale Hitler dedicò grosse energie per l’organizzazione e la realizzazione di una spedizione che cercasse le origini dell razza ariana proprio negli antichi abitanti di questo luogo…

Mi spiace deludere qualcuno, ma in questo Blog non si tratterà di temi esoterici propri dei salotti di Madame Blavatskij, anche se cercherò di portare a galla qualcosa di inaccessibile, oggi in Italia, quanto la città segreta lo è alle conoscenze degli uomini: la libera informazione.

Forse l’obbiettivo che mi sono prefisso è qualcosa al fuori dalla mia portata per il semplice motivo che l’informazione  libera forse è un utopia. C’è qualche esperienza che arrivi a noi raccontata in maniera veramente obiettiva se non quelle vissute direttamente? E ancora, c’è qualcuno capace di raccontare un esperienza diretta senza far traspsrire le proprie interpretazioni e senza sfumare con i colori dei propri ideali la pura narrazione dei fatti? Non so dare delle risposte a queste domande, ma sono convinto che le domande per loro natura siano il primo passo verso la conoscenza, ben vengano allora le vostre domande i miei dubbi e la voglia che ogni individuo libero ha di conoscere l’inaccessibile verità che oggi pù che mai è per noi sfuggente.